Cento giorni di cantiere e andrà tutto SottoSopra (e bene)

Cento giorni di cantiere e andrà tutto SottoSopra (e bene)
18 Marzo 2020 Federica Castiglione

Dallo scorso 11 Marzo sono sospesi i lavori di ristrutturazione di Palazzo De Gaetani, una delle azioni del progetto SottoSopra Abitare Collaborativo, finanziato all’interno del Bando Social Housing, che prevede la realizzazione di una caffetteria e di alloggi in co-housing in un immobile nel quartiere San Berillo di Catania.

Costa davvero fatica fermarsi quando un progetto comincia a prendere forma ma ci sembra una scelta di responsabilità necessaria di fronte all’emergenza in corso. Approfittiamo della sosta per raccontare il lavoro degli ultimi mesi e fare il punto sullo stato dei lavori e su quanto resta da fare alla ripresa.

Prequel

L’avvio delle attività è stato effettivamente possibile solo al termine di una questione abitativa complessa che ha coinvolto un gruppo di nove occupanti che da circa dieci anni risiedeva al primo e al secondo piano del palazzo. Non entriamo nei dettagli della vicenda (vedi link articolo) che ha richiesto negli ultimi due anni l’intermediazione dell’Associazione Trame di Quartiere e dal SUNIA di Catania (entrambi partner del progetto) tra occupanti e servizi sociali del Comune e si è comunque conclusa positivamente con il trasferimento presso un immobile a poca distanza concesso in locazione ad un canone non di mercato.

Operazioni preliminari

Cominciare non è stato semplice ed ha comportato in primo luogo mettere mano a ciò che significa, anche in termini fisici, anni di abbandono. Il palazzo non è stato solo spogliato di ogni elemento da cui si potesse trarre valore, ha cominciato ad essere utilizzato come discarica e successivamente è stato murato in alcune sue parti per impedire l’accesso quando le condizioni erano già fortemente compromesse. Dall’inizio di Dicembre alla fine di Gennaio si è lavorato non senza difficoltà per liberare il primo e il secondo piano da un’enorme quantità di rifiuti accumulata negli anni.

Lasciamo alle immagini la descrizione della sorpresa nel vedere spuntare sotto strati di rifiuti i vecchi pavimenti (che cercheremo di mantenere dove possibile) e le tante testimonianze della vita precedente dell’edificio.

Comincia il cantiere

Il progetto per tornare ad abitare Palazzo De Gaetani ha cercato di interpretare l’articolazione e la struttura ottocentesca dell’edificio senza stravolgerle. Al piano terra gli archi e i pilastri in pietra sono stati messi a nudo e verranno irrobustiti tramite un rivestimento armato con fibra di vetro. Al piano primo si farà più o meno altrettanto con le pareti in muratura portante fatte di blocchi di pietra lavica e mattoni. Al momento sono state completate le demolizioni ad esclusione di una porzione al piano terra che servirà provvisoriamente alle attività dell’associazione Trame di Quartiere appena sarà possibile tornare ad essere aperti al pubblico.

Cosa si vede

In un quartiere segnato da interventi di chiusura forzata delle strade e dei palazzi, succede che l’apertura di una porta murata acquisisca un valore fortemente simbolico. È stato così con la porta della nuova caffetteria e per il portone di accesso agli alloggi e alla corte con l’idea di renderlo più permeabile possibile alla vista di coloro i quali si trovassero a passare per via delle Finanze che, come quasi tutte le strade del quartiere, è uno spazio ad uso quasi esclusivamente pedonale e senza marciapiedi.

Stiamo fermi ma andiamo avanti

In questo momento di blocco forzato delle attività in cantiere cogliamo l’occasione per fare il punto sulle tante scelte che un lavoro di ristrutturazione comporta, specie se al posto di un normale committente c’è invece una regia condivisa. Anticipiamo ciò che è possibile, utilizzando il tempo reso disponibile dal fermo dell’operatività in cantiere e ne approfittiamo per continuare il progetto anche dopo la conclusione di SottoSopra.

Crediamo infatti di dover continuare nell’idea che sta alla base del progetto – un modello che unisce spazi per l’abitare, attività sociali e di produzione culturale e servizi riabitando l’esistente – immaginando quali destinazioni risultino maggiormente funzionali nell’ottica di recuperare il secondo piano del palazzo, la corte e ulteriori spazi legati a questa.

Sappiamo che è ancora più difficile fare previsioni in un momento come questo e che la ripresa potrebbe non essere un passaggio scontato ma cerchiamo di fare il possibile affinché da un imprevisto si possano tirare fuori tutte le opportunità per ripartire al meglio.