Passeggiate in quartiere: Un passo dopo l’altro verso la riappropriazione dello spazio urbano

Passeggiate in quartiere: Un passo dopo l’altro verso la riappropriazione dello spazio urbano
23 Ottobre 2020 Andrea D'Urso

All’indomani del lockdown, tutte le attività di Trame di Quartiere hanno subìto un forte rallentamento. 

Negli ultimi anni, grande è stato lo sforzo per potenziare lo spirito di comunità e condivisione dello spazio: in un contesto come quello di San Berillo, in cui la socialità di quartiere era già piuttosto complessa, questo virus non ha fatto altro che peggiorare la situazione, acuendo il disagio e la solitudine di gran parte degli abitanti. Ritornare alla normalità non è facile, ancora adesso facciamo i conti con limitazioni di fruizione, distanziamento e continui decreti per la sicurezza. Come ricominciare?

Quasi naturalmente, la prima iniziativa che abbiamo riprogrammato è stata quella delle passeggiate urbane, uno strumento narrativo consolidato dai nostri operatori nel tempo, grazie al quale piccoli gruppi di visitatori possono scoprire la storia di San Berillo ed entrare in relazione con alcuni degli abitanti.

L’itinerario intitolato ‘Trasformazioni’, progettato da Trame attraverso un processo di ascolto, ricerca, coinvolgimento e attivazione delle comunità presenti a San Berillo, viene proposto ai cittadini per favorire una presa di coscienza sulle importanti dinamiche che accomunano il passato, il presente e il futuro di questa parte di città e di chi la vive giorno dopo giorno. 

E ancora, le passeggiate Migrantour: un progetto che Trame di Quartiere sposa nel 2018 prendendo parte all’omonima rete europea e che mette al centro del racconto non solo Catania, ma anche il punto di vista di cittadini stranieri formati all’interno di Trame come narratori interculturali. Attraversando in passeggiata alcuni luoghi-simbolo dei quartieri San Berillo e Civita, due delle aree a maggiore concentrazione di migranti extracomunitari, è possibile visitare anche luoghi di culto e piccole attività commerciali ricche di prodotti provenienti da altri Paesi, prendendo parte ad alcune esperienze sensoriali per condividere costumi e saperi delle culture straniere ormai intrecciate alle nostre tradizioni. Un itinerario diverso per ogni narratore, a conferma del valore inestimabile che le migrazioni apportano alla cultura locale e ai modi in cui gli abitanti vivono e trasformano lo spazio urbano.

Aprirsi di nuovo al mondo quindi, ripartendo dal via vai urbano, quello che caratterizzava San Berillo nei suoi tempi migliori e la città prima del Covid-19. Riprendere a camminare, perché camminare è metafora della vita, come il raggiungimento di una meta: l’uscire fuori da una zona di comfort in cui ci troviamo per affrontare il cambiamento, a testa alta e con lo sguardo rivolto lontano