Welfare Culturale: 4 proposte per il tavolo di co progettazione

Welfare Culturale: 4 proposte per il tavolo di co progettazione
31 Marzo 2021 Andrea D'Urso

la Cooperativa sociale di comunità Trame di Quartiere vuole esprimere le proprie perplessità e proposte nell’ambito del percorso di welfare culturale. In questo periodo abbiamo vissuto con voi l’avvio di questo processo e vorremmo oggi condividere 4 punti per noi importanti e dirimenti sulla nostra partecipazione.

Con questo documento vogliamo contribuire attivamente a questo percorso ma anche ragionare sulla legittimità politica e progettuale su cui esso si poggia. Il tema degli spazi dismessi e inutilizzati rappresenta una questione centrale per condividere le visioni di cambiamento sulla città e gli strumenti da utilizzare.

  1. Partecipazione, ascolto / consenso e legittimazione

Non è la prima volta che questa Amministrazione Comunale si propone di ascoltare gli “stakeholders”. In data 22/09/2020 la stessa Direzione Urbanistica, oggi coinvolta attivamente nel “tavolo di co-progettazione – welfare culturale”, convoca una “Conferenza di Servizi Istruttoria ai sensi del comma 1 art. 17 L.R. 7/2019 – Riqualificazione e recupero Rione S. Berillo”, con l’intento di ascoltare “le Associazioni di categoria, gli Ordini Professionali, e tutti gli stakeholders, non aventi diritto al voto, al fine di concertare e verificare le proposte possibili per la riqualificazione e recupero di uno dei più importanti quartieri storici della città di Catania”.

La nostra organizzazione, insieme ad altre associazioni ed enti, partecipa a questa conferenza portando sul tavolo critiche e proposte operative, che vengono inserite nel verbale e messe agli atti, come da provvedimento URB/172/2021 (https://www.comune.catania.gov.it/EtnaInWeb/AttiWeb2020.nsf/$$OpenDominoDocument.xsp?documentId=2E6D64B245160E86C1258615003096AC&action=openDocument&newPage=SI). L’obiettivo del processo sembra quello di raccogliere proposte per intervenire sulla riqualificazione del quartiere di San Berillo.

A distanza di due mesi, in data 20/11/2020, si tiene un’altra conferenza dei servizi, avente per oggetto: Conferenza di Servizi Centro Storico del 20/11/2020 – L.R. n. 13/2015 – “Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici”, in cui sono presenti la Soprintendenza, il Genio Civile e e gli ordini professionali (la nostra organizzazione e altre presenti alla prima conferenza non partecipano in quanto non convocate).

Dal verbale della conferenza (https://www.comune.catania.it/il-comune/uffici/urbanistica/centro-storico/cartella-upload/zona-omogenea-a-2021/delib-n-13-verbale-centro-storico.pdf)  si legge l’intenzione della Direzione Urbanistica di riprendere l’iter dello studio di dettaglio convocando esclusivamente gli ordini professionali, il Genio Civile, Soprintendenza.

Si evince, inoltre, come la conferenza dei servizi del mese di settembre, con oggetto la riqualificazione di San Berillo, viene utilizzata come strumento di consenso e di legittimità per lo studio di dettaglio del centro storico di Catania.  Nel verbale si legge che le proposte sono state accolte, ma resta vaga l’effettiva presa in carico delle istanze contenute nel provvedimento URB/172/2020.

In questa esperienza sembra chiaro come la partecipazione decisionale sul tema degli spazi dismessi e inutilizzati del quartiere di San Berillo e, più in generale, del centro storico si sia ristretto ai soli ordini professionali e ai tecnici sulla base di un “presunto consenso” acquisito nel corso della conferenza di settembre 2020 che di fatto è servito esclusivamente a legittimare interventi di demolizione di alcuni edifici all’interno del quartiere, senza prendere in considerazione le proposte di approccio processuale al riuso degli spazi.

Alla luce di questa esperienza chiederemo al Comune chiarezza sul processo decisionale, sulle garanzie legate alla partecipazione dei soggetti e su come le proposte che emergeranno dai tavoli possano essere effettivamente vincolanti e valide ai fini di una concreta attuazione.

Vista la volontà dell’amministrazione di avviare un tavolo di co-progettazione chiediamo inoltre che al processo avviato a settembre 2020, in merito alla riqualificazione del quartiere di San Berillo, venga dato un seguito e che esso non si riduca a uno strumento di consenso per lo studio di dettaglio del centro storico (che di fatto nella conferenza non è stato per nulla discusso).

  1. Welfare integrato e Visione strategica spazi dismessi

A partire dai temi proposti di co-progettazione pubblico-privato degli spazi dismessi e di welfare culturale, riteniamo indispensabile che si lavori in sinergia e con una visione più ampia a scala cittadina in modo da non rischiare di lavorare puntualmente sui singoli “contenitori” e “contenuti” senza avere una idea di come le varie parti della città interagiscono. Quindi poniamo come punto di discussione e di lavoro la necessità di discutere e progettare in senso partecipativo su tutti gli spazi dismessi di proprietà pubblica nel Comune di Catania. Ciò eviterebbe che il tema dell’abbandono possa essere contingente e che non tenga conto della complementarietà tra gli aspetti tecnici legati al recupero fisico e del valore sociale del processo di riuso.

  1. Intreccio tra welfare culturale e welfare sociale 

La co-progettazione deve considerare lo spazio dismesso come magnete di energie sociali esistenti. Le proposte di welfare culturale possono rappresentare un ambito interessante di generatività, ma non esauriscono le risposte alle domande multifattoriali e complesse che nei territori, in cui risiedono questi spazi, emergono in modo urgente. La pandemia ha dimostrato come il nostro territorio porti con sé delle contraddizioni strutturali molto forti (es. lavori informali, povertà educativa, questione abitativa) per cui il welfare culturale – da solo- può non essere esaustivo. Si sente l’esigenza di intercettare e inserire future e presenti progettualità nell’ambito del programma Pon Metro, Pon Inclusione, Fondo Povertà estrema, Recovery Fund all’interno di una visione strategica delle politiche di sviluppo locale.

  1. Processo generativo

Riteniamo fondamentale che si produca un processo generativo, non solo per le associazioni interessate, ma anche e soprattutto per quelle realtà (cittadini compresi) che abitano il contesto. Il riuso degli spazi dismessi, in relazione alle forti diseguaglianze sociali e culturali che presentano i territori e i contesti, deve essere interpretato come leva e asset per abilitare abitanti, operatori economici e associazioni che quotidianamente vivono e lavorano all’interno dei quartieri interessati. Vorremmo evitare che si producano nuovi processi di espulsione degli abitanti dai loro contesti e dall’altro approfondire le conoscenze e le risorse sociali presenti.

Riportando la nostra esperienza nello specifico ambito del quartiere di San Berillo di Catania, riteniamo necessario proporre all’Amministrazione, nelle sue componenti sia politiche, sia tecniche (Direzione Politiche Sociali, Urbanistica, Cultura), l’adozione di un approccio alla progettazione del territorio che si caratterizzi come processo incrementale di coinvolgimento, di adesione e abilitazione dei diversi soggetti.