Lettera di valutazione e proposte sulla necessità di un percorso di collaborazione per fronteggiare le situazioni di marginalità e disagio sociale accentuate dall’epidemia Covid 19

Lettera di valutazione e proposte sulla necessità di un percorso di collaborazione per fronteggiare le situazioni di marginalità e disagio sociale accentuate dall’epidemia Covid 19
31 Maggio 2020 Federica Castiglione

Alla cortese attenzione di

Avv. Francesco Gullotta

Direttore – Direzione Famiglia e Politiche Sociali del Comune di Catania

Dott.ssa Marcella Signorelli

P.O. Inclusione Sociale – Direzione Famiglia e Politiche Sociali del Comune di Catania

Oggetto: Lettera di valutazione e proposte sulla necessità di un percorso di collaborazione per fronteggiare le situazioni di marginalità e disagio sociale accentuate dall’epidemia Covid 19

L’Associazione Trame di quartiere, rappresentata dal sottoscritto Dott. Lo Re Vincenzo, ha lavorato attivamente e in rete con altre gruppi per supportare abitanti e nuclei familiari in difficoltà economica e sociale, in considerazione delle problematiche scaturite dalle disposizioni di contenimento dell’epidemia Covid 19. In data 06/04/2020 Trame di Quartiere ha firmato l’Accordo operativo di collaborazione con il Comune di Catania Direzione Famiglia e Politiche Sociali P.O. Inclusione Sociale Politiche abitative Problematiche Rom e Immigrazione per operare in maniera collaborativa e coordinata, tenuto conto dell’emergenza socio-sanitaria, per azioni di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale attraverso l’attivazione di servizi rivolti a persone sole e senza adeguata rete familiare e/o sociale. In queste settimane come descritto nella relazione redatta in data 10/05/2020, lavorando in modo congiunto con abitanti e gruppi organizzati del quartiere San Berillo, abbiamo risposto in modo celere e trasparente alle diverse richieste di aiuto e supporto. L’azione è stata articolata in tre attività:

1) raccolta derrate alimentari e prodotti per igiene personale;

2) distribuzione pacchi spesa;

3) distribuzione pasti caldi.

Tutte le attività hanno previsto un impegno su base volontaria dei nostri operatori, con l’obbiettivo di offrire un servizio immediato ad un contesto territoriale complesso e duramente colpito dalla situazione di emergenza di questo periodo. A questo proposito, in sinergia con altre organizzazioni e in collaborazione con gli abitanti, abbiamo attivato il Fondo di solidarietà di San Berillo, da un lato per raccogliere fondi e donazioni di alimenti, dall’altro per proseguire con un processo di coprogettazione e condivisione all’interno del quartiere.

Nel corso di questo mese di lavoro essendo coinvolti direttamente sul campo ci siamo trovati a gestire molte difficoltà e criticità, generati sia dalla complessità delle problematiche sociali presenti, sia da una debole sinergia tra i servizi pubblici e privati del territorio e della città. Nel tentativo di rispondere nell’immediato a questo bisogno abbiamo prodotto una mappa e una carta della solidarietà consultabile all’interno del nostro portale web. Questi strumenti sono il frutto di un lavoro di rete e connessione che offre uno sguardo locale sulle diverse offerte di servizi sociali e di assistenza, soprattutto per comunicare alle persone che hanno un bisogno in modo articolato e complementare. Nonostante i buoni intenti, crediamo che sia necessaria una regia pubblica più incisiva, capace di coordinare le diverse attività e in particolare dirigere il flusso di richieste di aiuto.

Per questi motivi riteniamo opportuno sottoporre alla vostra attenzione le seguenti richieste, in modo da stimolare una maggiore attenzione nella costruzione di una rete di servizi non solo legati all’emergenza e rafforzare le nostre azioni con una collaborazione proattiva tra pubblico e società civile:

– Acquisire informazioni chiare e trasparenti sul lavoro di Coordinamento che la Direzione Politiche sociali sta adottando, fornendo dati, numeri, contatti degli operatori che stanno lavorando in questo ambito

– Stabilire un protocollo operativo tra Assistenti sociali dei diversi distretti e referenti delle diverse organizzazioni, per coordinare la ricezione delle richieste di aiuto e supporto, offrire un servizio degno e attento alle esigenze, evitare il rischio di assembramenti e di tensioni, tutelare l’operato delle organizzazioni.

– Incrementare la condivisione tra le organizzazioni che hanno risposto all’avviso del Comune e messa in rete delle diverse attività

– Informare su dati, procedure e sugli strumenti adoperati da Comune e dalla protezione civile per fronteggiare l’emergenza sociale (buoni spesa, distribuzione pacchi del Comune, raccolta fondi)

– Stabilire un quadro operativo unico per la gestione della distribuzione pacchi alimentari e di pasti, in grado di rendere snella e trasparente tra assistenti sociali e organizzazioni di volontariato

– Fornire aggiornamenti costanti sulle disposizioni comunali e regionali riguardo ai dispositivi organizzativi e gestionali nell’emergenza

– Costruire un canale di comunicazione agile con un referente della Direzione Politiche sociali

– Dare vita ad un percorso di discussione e partecipazione per co-progettare le successive fasi di gestione dell’emergenza, coinvolgendo attivamente tutte le organizzazioni di volontariato e de terzo settore che stanno operando dal basso per offrire servizi di tutela e supporto nella città di Catania

L’emergenza legata alla diffusione del Covid 19 sta rendendo evidenti le contraddizioni e le diseguaglianze della nostra società, rendendo improrogabile un ripensamento delle politiche sociali e urbane della nostra città. Intendiamo quindi continuare a collaborare con gli abitanti e le altre organizzazioni che dal basso lavorano per sostenere chi in questo momento vive con maggiori difficoltà le restrizioni imposte. Ma tutto questo non basta!

Le problematiche e le contraddizioni sociali che questa emergenza sta mettendo in luce, non sono solo il prodotto dell’epidemia, piuttosto rappresentano un quadro complesso di fragilità e di diseguaglianza strutturale nell’accesso al reddito, alle possibilità occupazionali, ad una casa o un posto letto, al riconoscimento di uno status legale per gli stranieri, alla dotazione di risorse per avviare iniziative economiche e sociali. In questa cornice crediamo essenziale iniziare a ragionare su come intervenire cercando di andare oltre il semplice schema dell’emergenza e dell’assistenza, provando a sfruttare questo momento di mobilitazione e solidarietà per costruire insieme strumenti innovativi che rispondano in modo nuovo ai bisogni sociali esistenti e di lunga data.

Il quartiere di San Berillo soffre una situazione di marginalità sociale e spaziale storica e aggravata nel corso degli ultimi anni dalla diffusione sul proprio territorio di soggetti che si trovano in situazioni di disagio abitativo, economico e sociale. Il nostro intervento ha cercato di trovare nella riattivazione di spazi privati dismessi e negli spazi pubblici degradati delle possibilità per costruire percorsi di collaborazione civica e di attivazione sociale. Siamo convinti che questa possa essere una strada da percorre insieme e che non possa essere abbandonata soprattutto in questo momento di incertezza economica e sociale.

All’interno della nostra organizzazione e in generale insieme ad altre associazioni e gruppi con cui collaboriamo, abbiamo avviato in queste settimane un dibattito per capire come rimodulare il nostro intervento da “emergenziale” a “processuale”, cercando di orientare le risorse e le progettualità per la costruzione di un percorso di attivazione che possa rendere le persone autonome e protagoniste di un cambiamento, affinché le risorse, le collaborazioni, i servizi possano contribuire insieme a dare un mano nelle diverse fasi di questa epidemia.

La proposta che in queste sede intendiamo sottoporre alla vostra attenzione, riguarda la possibilità di progettare una fase 2 del lavoro di solidarietà, mettendo in rete i servizi bassa soglia già esistenti sul territorio (Caritas, unità di strada, enti di solidarietà, dormitori) e ampliando lo spettro delle azioni possibili, in un’ottica di valorizzazione delle competenze e delle progettualità già esistenti che mirano a recuperare immobili abbandonati, ad attivare imprese ed economie sociali, ad essere protagoniste di azioni di comunità, a lavorare secondo criteri di sostenibilità economica, sociale e ambientale. Proponiamo di supportare un cambio strutturale e sistemico attraverso la sperimentazione di strumenti nuovi e alternativi miranti a ridurre i disagi e le diseguaglianze presenti nel territorio catanese, quali per esempio la costruzione di un patto di collaborazione e di comunità che veda la collaborazione del soggetto pubblico (comune) e delle organizzazioni delle società civile collaborare per promuovere progetti di innovazione e di economica sociale che possano da un lato rispondere ai bisogni sociali dall’altro proporre soluzioni sostenibili sul lungo periodo, rispondendo in modo diverso alle successive fasi di questa crisi che sta colpendo tutte le categorie sociali.

L’idea che lanciamo è quindi di interloquire attivamente per definire la possibilità di costituzione del patto di collaborazione, in modo da definire un modello inclusivo di gestione aperto alle altre realtà del territorio catanese. I diversi contesti dei quartieri della città possono rappresentare la base territoriale di sperimentazione di questi patti e dei progetti che possono prevedere recupero in chiave socio-culturale di spazi ed edifici dismessi o sottoutilizzati (pubblici e/o privati) riconosciuti come beni comuni e luoghi identitari, anche attraverso il sostegno ed il riconoscimento dei percorsi di partecipazione della cittadinanza attiva. Esempi e modelli che emergono con forza nel dibattito in corso a livello europeo sulla programmazione 2021-2027 e rappresentano già esperienze consolidate di politiche urbane e sociali in molte città italiane ed europee.

Desideriamo aprire un dibattito ampio e partecipato per progettare un miglioramento della qualità della vita che non si riduca ad un semplice ritorno alla normalità, ma possa tentare di operare dei cambiamenti per una maggiore coesione sociale e territoriale attraverso il coinvolgimento attivo dei soggetti in stato di bisogno e una collaborazione efficace tra enti pubblici e società civile.

Vincenzo Lo Re – Presidente Trame di quartiere

Catania, 12/05/2020