Trame di Quartiere San Berillo

Nel 2015 Trame di Quartiere vince il bando “Boom Polmoni urbani!” e avvia il suo progetto di innovazione culturale all’interno del quartiere San Berillo di Catania. Nell’ambito del progetto si sono svolti diversi laboratori rivolti a tutti i cittadini, abitanti e non del quartiere, che hanno avuto come obiettivi la sensibilizzazione sui temi legati al quartiere di San Berillo e l’acquisizione di nuove conoscenze su di esso attraverso un dialogo costante con chi vive e abita quotidianamente lo spazio fisico e culturale di San Berillo. I laboratori sono stati luoghi di elaborazione e sperimentazione in chiave performativa e audiovisiva e hanno tradotto nel linguaggio del teatro sociale e del video-documentario le storie legate a San Berillo, producendo contenuti multimediali di carattere storico, antropologico, urbanistico resi fruibili all’interno di Palazzo de Gaetani nell’ambito della mostra Narrazioni.

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San Berillo Web serie Doc

San Berillo Web Serie Doc è il laboratorio di video documentazione sul quartiere, iniziato a Marzo 2016. Durante le due edizioni oltre 40 ragazzi dai 18 ai 38 anni hanno preso parte al laboratorio, professionisti e studenti provenienti da ambiti differenti che hanno condotto ricerche sul quartiere e prodotto gli episodi della omonima web serie on line su YouTube e sul sito di Trame di Quartiere.

i laboratori hanno prodotto 2 edizioni della web serie documentaristica proponendosi quale occasione d’incontro fra le diverse esperienze e i diversi saperi interni ed esterni al quartiere catanese. Sono espresse le esigenze e le opinioni di chi vi abita e lavora da decenni: i cittadini catanesi, le comunità migranti, le sex workers, le nuove realtà artistiche e sociali, gli urbanisti dei vari piani di recupero, i proprietari delle case abbandonate, gli scrittori e gli artisti che l’hanno attraversato.

Ciclo di laboratori sulla Drammaturgia di Comunità:

La Drammaturgia di comunità è un percorso di laboratori che utilizzano la metodologia del Teatro Sociale per far leva sulle risorse creative, espressive e teatrali di tutti, pur non essendo attori.

I laboratori sono stati condotti da MariaGiovanna Italia, Luisa Sannella e Maria Chiara Salemi, operatrici di teatro sociale e teatro dell’oppresso.

L’obiettivo da raggiungere nei laboratori è est-etico, in quanto mette al centro un processo di costruzione di relazioni di comunità per mezzo della comunicazione creativa e intende la performance come testimonianza sociale. Con il coinvolgimento degli abitanti del quartiere San Berillo e attraverso il linguaggio del corpo, della voce, del movimento, della parola, si esplorano i temi legati al quartiere di San Berillo (dall’identità di genere, alle relazioni tra le comunità, all’abitare) operando non per abolire le differenze omologando, ma al contrario per guardarle e enfatizzarle creando ponti reali e creativi fra le persone.

Il laboratorio utilizza la metodologia del Teatro Sociale per far leva sulle risorse creative, espressive e teatrali di tutti, pur non essendo attori. L’obiettivo da raggiungere è est-etico, in quanto mette al centro un processo di costruzione di relazioni di comunità per mezzo della comunicazione creativa e intende la performance come testimonianza sociale. Con il coinvolgimento degli abitanti del quartiere San Berillo e attraverso il linguaggio del corpo, della voce, del movimento, della parola, si è esplorato il tema dell’identità e delle relazioni di genere.

 

Qual è il confine della bellezza? Quando la trasformazione rischia di travolgere la vita di un quartiere e cambiarne natura? Quali contraddizioni e invisibili oppressioni si insinuano nei processi di cambiamento di un quartiere? Esiste un modo per rendere sostenibili i processi di rigenerazione urbana? Il laboratorio si rivolge a quanti, pur non essendo attori, vogliono porsi e porre questi interrogativi, attraverso il Teatro dell’Oppresso, metodo teatrale elaborato negli anni ’60 da Augusto Boal in Brasile per aiutare i “campesinos” a rispondere alle situazioni di oppressione, attraverso una messa in scena di temi conflittuali e condivisi. Consiste essenzialmente nell’uso del linguaggio teatrale per avviare processi di coscientizzazione creando contesti utili per la ricerca collettiva di soluzioni. Obiettivo dei due workshop è stato quello dare vita a un Teatro Forum che ha permesso agli abitanti del quartiere e non solo di intervenire per condividere la propria visione sui temi proposti e indagati.

 

Abitare un corpo, abitare un abito, abitare un’abitudine, abitare una lingua, abitare una casa, abitare una città. Con il coinvolgimento degli abitanti del quartiere San Berillo e attraverso il linguaggio del corpo, della voce, del movimento, della parola si è esplorato il tema dell’abitare che è fatto di corpi, di spazi, di cose, ma anche di relazioni tra i corpi, gli spazi, le cose: relazioni di protezione e di potere, di possesso e di proprietà, di riconoscimento e di identità.

 

Specula Speculorum

 

Lo spettacolo itinerante Specula speculorum nasce dal ciclo di laboratori di Drammaturgia di Comunità avviati all’interno del quartiere San Berillo di Catania da Trame di Quartiere. Lo spettacolo è stato il momento conclusivo di questo percorso, in cui il patrimonio immateriale fatto di vicende storiche, racconti, e ricordi viene restituito in chiave performativa alla collettività coinvolta nelle sue diverse fasi di ricerca, d’ascolto e di laboratori di teatro sociale avviati.

Specula speculorum prende forma in uno scenario urbano in cui il presente si lega con il passato in un infinito gioco di specchi. A partire dalla ricostruzione della storia del quartiere, attraverso una ricerca di fatti storici e di memorie personali, una comunità – microcosmo di un quartiere – viene narrata nel suo ritrovarsi impotente di fronte agli eventi. Gli abitanti, ancora una volta, portano sulle proprie spalle il peso di qualcosa da seppellire. Unico interesse condiviso risulta lo spazio comune. In un tempo sospeso tra la memoria e la favola, le storie ascoltate e raccolte dagli archivi e dalle voci degli abitanti di San Berillo, vengono restituite al pubblico invitato a specchiarsi e a far da specchio.

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