DIMMI – Diari Multimediali Migranti

Il progetto DIMMI nasce per contrastare i fenomeni di odio, intolleranza e discriminazione, attraverso percorsi di accesso ad una corretta conoscenza e consapevolezza dell’uguale dignità dell’“Altro”, attivati nell’ambito di attività di informazione e sensibilizzazione destinate a vari segmenti della società e all’opinione pubblica nel suo complesso (public engagement).

Il progetto prende spunto dall’esperienza toscana cominciata nel 2012 in Toscana con l’idea di replicare il proprio modello a livello nazionale, attraverso la promozione di forme di dialogo che scaturiscono dall’Ascolto, per il superamento dei pregiudizi e la promozione della coesione sociale con le comunità migranti.

Il suo obiettivo principale è costruire una nuova narrazione sui temi della migrazione, proprio dal punto di vista dei migranti che, attraverso la condivisione delle loro esperienze, restituiscono un racconto inedito di una società che si sta trasformando e contribuiscono alla creazione e promozione di un nuovo insieme di valori comuni grazie  alle storie delle persone raccontate direttamente, senza filtri né intermediazioni.

DIMMI propone un metodo per valorizzare quel patrimonio culturale di cui i migranti sono portatori e che altrimenti andrebbe disperso ed offrire, lontano dai toni urlati ed esasperati, ai cittadini un canale di conoscenza e incontro dell’Altro.

Il progetto, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, ha coinvolto 9 Regioni, 47 partner, tra cui Trame di Quartiere, e moltissimi docenti, alunni e migranti in tutta Italia (scopri di più link )

Parte dei racconti e materiali realizzati all’interno dei laboratori sono stati inviati all’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, istituzione che si occupa della conservazione delle storie migranti e per l’attivazione di un dialogo interculturale: la conoscenza delle vite degli altri può scardinare pregiudizi e fenomeni di intolleranza.

Dimmi a Catania

A Catania il progetto Dimmi si è articolato in un laboratorio di teatro interculturale, laboratorio del racconto di sé e in un laboratorio di narrazione audiovisuale

Laboratorio di narrazione audiovisuale:

Il laboratorio si è sviluppato in due fasi. La prima fase più tecnica e formativa è stata funzionale al fine di dare nozioni base per l’utilizzo dello strumento video sia per la ripresa di narrazioni verbali, sia per la ripresa di narrazioni performative. La seconda fase è stata invece di sperimentazione, attraverso l’utilizzo dei telefonini degli stessi partecipanti abbiamo fatto fare esperienza a coppie e in piccoli gruppi della ripresa video, a partire dai racconti verbali e performativi, già estrapolati durante il laboratorio teatrale.

Laboratorio narrazione di sé e ascolto attivo:

il laboratorio è stato tenuto da Oxfam Italia Intercultura in collaborazione con Trame di Quartiere. L’attività svolta aveva come scopo il racconto di sé, tramite la realizzazione di un prodotto audiovisivo.

Laboratorio di teatro interculturale