JANE’S WALK A SAN BERILLO

Domenica 6 Maggio 2018, alle ore 17:00, nella sede di Trame di Quartiere a Palazzo De Gaetani in via Pistone 59, ha avuto inizio una passeggiata attraverso le vie di San Berillo: un quartiere storico di Catania ispirata allo spirito della “Jane’s Walk” e patrocinata in Italia dall’INU- Istituto Nazionale Urbanistica, è stato possibile ripercorrere un cospicuo pezzo della storia di Catania che in molti ancora ignorano: la storia di San Berillo, la sua formazione, il feroce “sventramento” di una sua parte negli anni ’60, la sua fama da “quartiere a luci rosse” da cui tenersi alla larga, i disagi del suo tessuto sociale, le dinamiche trasformative in corso al suo interno portate avanti da abitanti e da altri attori urbani, le progettualità attuali che lo riguardano. San Berillo è un luogo complesso ma è anche un buco nero nella mappa mentale dei catanesi che lo evitano, lo temono e soprattutto lo sconoscono.

Noto per essere tanto centrale geograficamente rispetto al cuore della città quanto periferico rispetto alla concezione di centralità civica comunemente percepita. Grazie a questa iniziativa, quale occasione migliore allora per sfatare eventuali pregiudizi e per creare una positiva contaminazione tra gli abitanti del rione ed il resto della città?.

 

Ecco perché Trame di Quartiere – operante in maniera sperimentale nel rione ormai da tre anni – in collaborazione con altri gruppi ed associazioni catanesi, quali Whole-Urban Renewal e Obiettivo Catania, ha proposto un percorso itinerante attraverso alcuni luoghi emblematici dei cambiaMenti avvenuti.

Oltre alla walk leader, Elisa Privitera e ai collaboratori delle organizzazioni promotrici, il tour è stato guidato da alcuni abitanti di San Berillo – in particolare da Alfio, membro di una comunità autogestita di senzatetto, Franchina, sexworker e scrittrice, Sylla, in rappresentanza della popolazione senegalese che abita il quartiere – i quali hanno di volta in volta raccontato aneddoti e storie collegati ad alcuni dei luoghi attraversati, ma anche evidenziato le carenze di servizi ed i bisogni di chi ci vive.

Alla camminata hanno preso parte più di 70 walkers! I primi 20 minuti sono stati dedicati alla raccolta di alcuni post-it sulle conoscenze pregresse dei partecipanti che hanno risposto alla domanda “Cos’è San Berillo per te?”. Condivisi gli obiettivi e le modalità dell’evento, la passeggiata ha avuto inizio con una breve performance teatrale su Goliarda Sapienza, scrittrice catanese nata a San Berillo, per poi proseguire con l’attraversamento di alcune note vie del rione, come via Delle Finanze e via Di Prima, e alcune soste con discussione collettiva in punti rappresentativi, quali via Carramba – storica via della prostituzione catanese, nonché una delle più antiche vie di San Berillo; Piazzetta delle Belle, unico spazio pubblico e aperto, rispetto al districato dedalo di vie, nel quale è in corso da alcuni anni un processo di rinnovamento connesso ad un fenomeno di gentrification; Piazza Santo Spirito e Piazza Stesicoro, la cui configurazione è stata fortemente modificata dalle demolizioni; via San Gaetano alle Grotte e Piazza Grenoble, dove si è fatta una lettura comparata del tessuto urbano passato, caratterizzato da molteplici tipologie edilizie: vie strette, dislivelli e “chiani” (ovvero piazze in dialetto) da una parte e tessuto urbano moderno, dall’altra, caratterizzato da grandi strade e blocchi edilizi come si può facilmente evincere presso Corso Sicilia.

Durante la passeggiata, ex abitanti del quartiere, “deportati” in altre aree della città in seguito alle operazioni di sventramento, sono intervenuti condividendo le proprie memorie “civiche” e sociali. Sono emerse spontaneamente delle discussioni riguardo alle nuove progettualità riguardanti quest’area,

come il piano di Mario Cucinella. La camminata di quartiere si è conclusa con la lettura di alcuni brani di Goliarda Sapienza all’interno della corte della casa, in cui la scrittrice aveva trascorso la sua infanzia, e con la raccolta di opinioni sulla esperienza del “S. Berillo’s Walk”. Il tutto è avvenuto con l’unico supporto di una Mapnotes, ovvero una mappa cartacea – riportante le varie tappe attraversate e una sezione dedicata ad eventuali note ed appunti – che è stata consegnata ad ogni walker all’inizio del percorso.

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