Performance Teatro Sociale + Corti di Genere, rassegna di film brevi 27 luglio

Performance Teatro Sociale + Corti di Genere, rassegna di film brevi 27 luglio
25 Luglio 2016 Andrea D'Urso

Locandina, Ri-Genere - Versione Finale 2-L’associazione Trame di Quartiere organizza per mercoledì 27 luglio 2016, un evento culturale che vedrà la performance di Teatro Sociale dal titolo “Il mondo è un vasto rettangolo di raso rosso” in piazza Giovanni Falcone (ex piazza Cappellini) alle ore 21,00. A seguire, in Via Opificio, la proiezione della rassegna Corti di Genere, a cura di Maria Arena, provenienti dai festival Mix di Milano, Divine Queer Film Festival di Torino e Sicilia Queer di Palermo. L’evento è il risultato dei laboratori sin qui avviati a San Berillo nell’ambito del progetto Trame di quartiere e che hanno visto i partecipanti impegnati sulle questioni di genere ma anche su molti temi sociali e urbanistici legati allo storico quartiere di Catania.

Il mondo è un vasto rettangolo di raso rosso Performance di Teatro Sociale

“C’è un rapporto lineare tra sesso, genere e desiderio? Che differenza c’è tra avere ed essere un corpo? Come si può superare l’inibizione con la libertà, la deviazione con l’affrancamento, la clandestinità con il poter essere visibili nel palco illimitato di una piazza e di una città? Come uscire «dalla visione binaria di genere per giungere ad una rappresentazione degli spazi infiniti della performatività identitaria» (Antosa)?

Questi sono gli interrogativi che muovono i protagonisti de Il mondo è un vasto rettangolo di raso rosso. La loro ricerca si traveste di provvisorie risposte fino a diventare nuda di categorie dinanzi all’essenza neutra che si fa persona. Persona, soltanto.”

 

SINOSSI RASSEGA CORTI DI GENERE:

 

FESTIVAL MIX DI MILANO:

AMORE PROSSIMO – di Andrea Alessandro La Bozzetta  (Italia 2015 / 14′)

Episodio 3: Salvatore e Giuliano, si allenano e giocano

a basket in un parco di periferia. Dopo lo sport si rilassano sul prato parlando di donne e dei loro desideri più intimi.

Un discorso greve che porterà i due amici su una linea inattesa.

 

MISTERIOSOFICA FINE DI UNA DISCESA AGLI INFERI – di Giuseppe Bucci (Italia 2016 7 13′)

“Misteriosofica fine di una discesa agli inferi” racconta due momenti dello spettacolo teatrale “Scannasurice” che ha debuttato nel 2015, interpretato da una strepitosa Imma Villa, per la regia di Carlo Cerciello, dall’omonimo testo del poeta teatrale Enzo Moscato, vincitore tra l’altro del Premio della critica della Associazione Nazionale Critici del Teatro

In questi frammenti un femminiello napoletano, cantastorie di una Napoli che fu e che, sventrata dal terremoto del 1980, non sarà mai più, si abbandona, tra le viscere dei quartieri malfamati in cui vive, ad un confronto con se stesso, transessuale senza amore e dignità. Reietto ed emarginato, come il popolo dei topi con i quali vive. Una condizione, quella dei transessuali agli albori degli anni ’80 di poetica e tragica solitudine. In una società che ancora li identifica solo come mostri dedicati alla notte e alle più basse perversioni di chi li usa. Cristallizzati, impotenti, tra la tragedia del terremoto appena avvenuto e quella dell’AIDS che di li a pochi anni li colpirà Un cortometraggio che fonde il teatro con la poetica cinematografica nel quale il regista si sofferma sulla umanità di questo personaggio e sulla viscerale bravura di Imma Villa.

 

MAI – di Giulio Poidomani (Italia 2015 / 20′)

Caudia approda in Sicilia per riconquistare Anna, la sua donna perduta, e si ritrova a vagare infelice tra le strade di Modica, fino ad accettare – come chi non ha più niente da perdere – il corteggiamento di un ragazzo che la porterà fino ai piedi della Fonte Aretusa, a Siracusa, raccontandole la triste e suggestiva storia della ninfa e di Alfeo.

 

SICILIA QUEER di PALERMO:

AMA – di Emilie Almaida, Liang Huang, Mansoureh Kamari, Julie Robert, Juliette Peuportier, Tony Unser

Artisti della Scuola Gobelins – L’École de L’Image è una scuola parigina di arti visuali, meglio conosciuta per il suo Dipartimento di Cinema d’Animazione, fondato nel 1975 da Pierre Ayma. (Francia 2015 / 3′ / v.o. sott. it.)

1954: sulle coste giapponesi, una giovane donna americana sta visitando un villaggio con suo marito e un gruppo di amici. Allontanatasi dal gruppo, incontra Namiko, una giovane pescatrice ama. Richiamata dalle incomprensibili parole della giapponese, la donna seguirà la pescatrice in mare e la natura diventerà punto di incontro tra due popoli fino ad allora culturalmente agli antipodi. Un corto animato che mescola efficacemente pittoreschi sfondi basati sugli inchiostri delle stampe artistiche della Ukyo-e con la moderna tecnica di animazione occidentale.

 

MAMMA VET BAST / Mother knows best – di Mikael Bundsen (Svezia 2016 / 13′ / v.o. sott. it.)

La mamma ha sempre ragione. Quantomeno così recita il detto. E cosa può esserci di meglio che presentare il tuo fidanzato a tua madre, facendo finalmente coming out, per saggiare la flessibilità e l’apertura mentale di cui tanto si vanta? Magari potrà darti qualche utile consiglio, magari sarà felice per te, magari metterà una buona parola con papà per aiutarlo a capire e magari ti dirà di lasciar perdere i pregiudizi della gente. O magari no.

 

PINK BOY – di Eric Rockey (USA 2015 / 15′ / v.o. sott. it.)

Jeffrey ha sei anni. Gli piace ballare, cantare ed esibirsi per i suoi genitori: BJ, una lesbica dall’aspetto mascolino e la sua compagna Sherrie. Ma più di ogni altra cosa Jeffrey ama indossare vestiti da donna. A scuola c’è chi ride di lui, chi lo prende in giro ma a Jeffrey pare non importare. Fa karate da quando ha 4 anni per difendersi dai bulli e vive la sua vita con spensieratezza. Da grande vuole diventare una ragazza e quest’anno ad Halloween, per la prima volta in pubblico, si vestirà finalmente da principessa.

 

DIVINE QUEER FILM FESTIVAL di TORINO:

HALA di Veysel Aksahin (Turchia, 2015, 22′/ v.o. sott. it.))

La storia di una persona transessuale che ritorna al suo paese d’origine dopo aver perso i suoi genitori.

 

NICOLAE di Jean-Claude Chincheré (Italia, 2014 – 8′)

Il silenzio di una tranquilla cittadina valdostana viene interrotto dall’animo e dalla sensibilità di un ragazzo fuori dagli schemi. Sempre al limite tra fantasia e realtà, Nicolae ci racconta la sua difficile infanzia e i suoi sogni per il futuro.

 

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