Catania, «Così Stiamo Rigenerando il Rione San Berillo»

Catania, «Così Stiamo Rigenerando il Rione San Berillo»
14 Settembre 2015 Andrea D'Urso

San Berillo Vecchio, quel che resta dell’antico quartiere spianato negli anni Cinquanta a Catania, tenta di rinascere da basso. E lo fa con un impegno che viene da diversi cittadini, residenti e non, che sulla riqualificazione del quartiere stanno lavorando in prima persona. Con una “filosofia” di fondo: evitare speculazioni immobiliari e deportazioni, e invece integrare, sensibilizzare tutta la città, riportare in vita immobili chiusi e abbandonati per anni, far convivere classi sociali, etnie e “mestieri” anche profondamente diversi. Impossibile? No.

E’ di pochi giorni fa la notizia che il progetto di rigenerazione urbana “Trame di quartiere” è uno dei tre vincitori del bando Boom Polmoni Urbani. Andrea D’Urso – borsista all’Ibam e uno che ha cominciato a lavorare sul quartiere qualche anno fa con il progetto Urban Cultural Map dell’università di Catania con quella di Innsbruck – è uno dei componenti del gruppo che lo ha proposto. Andrea mi ha accompagnato lungo le vie del rione per farmi comprendere l’idea che sta alla base del loro impegno e farmi vedere l’immobile, all’angolo tra via Pistone e via delle Finanze, che sarà oggetto dell’attività: Palazzo De Gaetani, un volta sede del giornale satirico La voce dell’Etna.

La facciata di palazzo De Gaetani su via delle Finanze a San Berillo
La facciata di palazzo De Gaetani su via delle Finanze a San Berillo

Per adesso tutte le luci dello stabile che danno sulla strada sono murate, ma presto riprenderanno vita. Grazie alla sensibilità e all’impegno del gruppo proponente (la regista Maria Arena, il proprietario dell’immobile Giovanni De Gaetani, Mariagiovanna Italia, Luca Lore, Fiorenza Maugeri) qui nascerà il Centro Trame Vive, uno spazio di documentazione ed espositivo aperto alla città, ai turisti e ai curiosi. Qui troveranno casa anche due laboratori: uno di“drammaturgia di comunità” con la partecipazione degli abitanti del quartiere e l’altro di web series su tematiche attinenti al quartiere e al suo patrimonio culturale. Entrambe le iniziative permetteranno di rendere protagonisti gli abitanti e produrre contenuti multimediali e performativi di carattere storico, antropologico, urbanistico. Insomma, il quartiere e la sua gente che si raccontano, reinventandosi. Nasceranno degli itinerari turistici  performativi (Thea Tour) e si prevede di dare vita a tre storytellers provenienti da San Berillo che forniranno un servizio di guida continuativo e permanente, accompagnando i visitatori lungo le viuzze del quartiere.

Vie che ho percorso in compagnia anche di Roberto Ferlito, presidente del Comitato Cittadini Attivi San Berillo. Vie che raccontano mille storie, di prostituzione naturalmente, non si può nascondere e al contempo di grande umanità, di residenti che vogliono preservare il luogo e farlo tornare a vivere, che reclamano cura e pulizia, di porte murate, immobili già ristrutturati e tenuti chiusi in attesa di business milionari e che però nel frattempo si rovinano, di botteghe che nessuno vuole più affittare a prezzi possibili in attesa di venderle a cifre esorbitanti, di musei che aprono solo in determinate occasioni, di luoghi in cui è stato fatto uno sforzo di arredo urbano ma così poco vissuti da essere ripiombati nell’incuria.

Invece, sostengono Andrea e Roberto, qui «serve riportare la quotidianità, serve affittare le botteghe ad artigiani, artisti, creativi a prezzi accessibili, preservando questa atmosfera da “isola” nella città, un quadrilatero di vie che di fatto è quasi pedonale, dove possono convivere etnie e culture anche molto diverse e che possono essere un risorsa, anche turistica», mi racconta Roberto, uno che conosce tutti nel quartiere, che si da da fare per risolvere i problemi e unire le così differenti realtà che vivono in queste strade imparando a rispettarsi a vicenda. Con lui ci sono tanti altri, a cominciare dai ragazzi del ristorante Zenzero sino ai tipi di 095, la ciclofficina con bar. Ci sono l’Arci, la Lila e altri ancora che per questo quartiere vogliono affrontare e vincere una sfida di rigenerazione dal basso, senza imposizioni, senza grandi “operazioni”.

L'immobile che ospiterà la Casa di Quartiere, al primo piano di un palazzo in via Opificio
L’immobile che ospiterà la Casa di Quartiere, al primo piano di un palazzo in via Opificio

«L’Amministrazione comunale sta lavorando al piano per San Berillo e anche noi del Comitato ci siamo seduti al tavolo portando un progetto, un’idea. Non vogliamo né che gli abitanti vengano deportati per realizzare una colossale operazione immobiliare, né che diventi un caotico centro di movida zeppo di pub. Non diciamo no al pub, ma certo non ne vogliamo una sfilza. Bisogna distribuire le attività nel quartiere, incentivare quell’anima un po’ culturale e multietnica di chi in tutti questi anni qui ha trovato spazi e idee», dice Ferlito. Che ci accompagna anche nella casa al primo piano di via Opificio, dove avrà presto sede la Casa di Quartiere. I lavori sono in corso, assolutamente autofinanziati. Dentro c’è Alfio, si occupa delle opere di falegnameria. Oggi è solo, ma qui si viene a ristrutturare quando si ha tempo libero. A ottobre i lavori potrebbero essere finiti ed entro l’anno la Casa di Quartiere potrà aprire i battenti. Cosa succederà qui dentro ce lo spiega lo stesso Ferlito:

Sulla sua pagina Facebook, Trame di Quartiere pubblica anche un post su un altro progetto, il Laboratorio di Documentazione Territoriale (LDT) San Berillo. Si tratta di un’idea progettuale frutto del lavoro di ricerca-azione che in questi anni è stato svolto da un gruppo di antropologi, geografi, architetti, urbanisti insieme al Comitato cittadini attivi San Berillo e ai suoi abitanti: ovvero, realizzare un centro polifunzionale finalizzato alla valorizzazione del patrimonio culturale e demo-etno-antropologico, uno spazio di relazione che si pone come obiettivo generale la rigenerazione sostenibile del quartiere di San Berillo e del centro storico di Catania nel suo complesso. Il gruppo annuncia la partecipazione a tutti i bandi che possano far arrivare risorse e  altri percorsi di raccolta fondi.

Fonte: siciliation.com

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